Stellantis critica la decisione dell’Unione Europea di avviare un’indagine anti-dumping sulle aziende cinesi. Questa è l’opinione di Carlos Tavares, l’amministratore delegato del gruppo, dopo la firma di un accordo con Leapmotor. Tavares ritiene che le autorità comunitarie abbiano sbagliato a mettere Pechino sotto osservazione. A suo parere, è necessario adottare una prospettiva globale. Mentre molti sono preoccupati dall’espansione della Cina, decisa a conquistare l’Europa, il top manager va controcorrente e le sue dichiarazioni sicuramente solleveranno molte discussioni.
Stellantis chiede all’UE di semplificare le regole per le auto elettriche cinesi
L’avanzata dei marchi cinesi è evidente, tanto da preoccupare persino il gruppo Volkswagen. Oliver Blume, l’amministratore delegato del conglomerato tedesco, ha inviato un rappresentante in Cina per ottenere una visione chiara e dettagliata della situazione. Purtroppo, il quadro che è emerso non è stato promettente. C’è una seria preoccupazione che i concorrenti orientali superino i Costruttori tradizionali, che stanno chiaramente accumulando ritardo nella produzione di veicoli completamente elettrici. Secondo VW, il divario è di almeno uno o due anni rispetto ai marchi cinesi.
Carlos Tavares stesso aveva espresso preoccupazione alcuni mesi fa. Quando gli era stato chiesto se temesse Tesla, aveva risposto con un sonoro “no”, ma aveva manifestato preoccupazione per le strategie commerciali adottate dalla Cina. Tuttavia, come ci insegna la storia, “se non puoi battere il tuo nemico, fatti suo amico”. L’accordo siglato con Leapmotor da parte di Stellantis sembra rispondere a questa logica. Tavares ha spiegato che, dato che ci troviamo di fronte a sfide globali, è necessario adottare una prospettiva globale e non mettere troppe restrizioni. Non credono in un mondo affrettato.
Al contrario, credono nelle logiche del libero mercato e della concorrenza. Avviare un’indagine anti-dumping non è considerato il miglior modo per affrontare tali sfide, così come impedire alle vetture elettriche cinesi di beneficiare di aiuti statali e sussidi all’acquisto. Le misure ridurrebbero notevolmente le opzioni disponibili per i consumatori quando decidono di acquistare un veicolo.
Durante una conferenza stampa ad Hangzhou, Tavares ha assicurato che Stellantis non è un “cavallo di Troia”. Invece, entrambe le aziende sperano di trarre vantaggio nell’esportazione, nella vendita e nella produzione di veicoli elettrici al di fuori della Cina. Tra i dettagli più interessanti dell’accordo c’è l’utilizzo della piattaforma modulare di Leapmotor, che potrebbe essere sfruttata da Stellantis per accelerare la transizione ecologica.