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Stellantis, società mineraria? L’inchiesta

Stellantis è da considerarsi una società mineraria? Le Monde ha pubblicato un’interessante richiesta sui piani del gruppo.

La crisi degli approvvigionamenti scoppiata negli ultimi anni ha dato una dura lezione alle case automobilistiche, Stellantis inclusa. Che hanno compreso l’importanza di garantire un accesso anticipato ai componenti senza dover dipendere completamente dai fornitori terzi. Prima ancora dell’incontro a Parigi tra 47 paesi sulla nuova “diplomazia dei metalli critici”, le giganti dell’industria automobilistica come Stellantis hanno messo in atto i presupposti per ottenere le materie prime necessarie per la transizione energetica. In un’interessante intervista a Le Monde, Maxime Picat, Direttore Acquisti e Supply Chain da giugno 2022, ha illustrato i piani della società italo-franco-americana, che continua a stringere accordi in progetti minerari e a creare joint venture con fornitori di microchip.

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Stellantis: gli accordi con le società minerarie, tra certezze e possibilità

Stellantis

L’alto funzionario di Stellantis ha evidenziato come per anni abbiano costruito vetture utilizzando lamiere, plastica e motori forniti da aziende legate all’industria automobilistica. Bastava semplicemente comunicare che desideravano produrre 7 milioni di veicoli e sarebbero stati prontamente accontentati. Tuttavia, nell’ottica delle imprese di elettronica e prodotti chimici, l’industria automobilistica rappresenta solo una piccola parte del loro giro d’affari. Secondo Roland Berger, le scorte di litio dovrebbero essere sufficienti per soddisfare le esigenze fino alla fine del decennio. Tuttavia, potrebbero sorgere problemi legati ai materiali lavorati, come il solfato di nichel o il carbonato di litio.

Il reparto acquisti di Stellantis è stato oggetto di una riorganizzazione. È stata creata una divisione con competenze ingegneristiche specifiche per gestire le materie prime. Il compito degli operatori è individuare eventuali criticità, come la scarsità di risorse o di attori sul mercato. Successivamente, si passa alla fase due, ovvero la definizione di un piano efficace di risoluzione. Il fabbisogno di nichel, litio e cobalto è garantito fino al 2027 grazie a accordi stipulati con due fornitori di manganese (Element 25 Limited in Australia e Terrafame in Finlandia) e uno di rame (McEwen Copper negli Stati Uniti, di cui Stellantis è il secondo azionista), oltre alla collaborazione con la statunitense NioCorp, impegnata nell’estrazione di terre rare essenziali per i motori elettrici. Tutto ciò rappresenta solo l’inizio, poiché l’obiettivo attuale è di collaborare direttamente con le realtà del settore per evitare futuri problemi di scarsità di microchip.

Stellantis Carlos Tavares

La stessa classe politica ha fissato standard precisi. Ad esempio, l’amministrazione Biden ha stabilito che almeno il 40% dei minerali estratti o lavorati deve essere utilizzato nella produzione dei veicoli venduti negli USA, e questa quota aumenterà all’80% entro il 2027. Pertanto, è necessario rafforzare la presenza nel continente americano. Dal 1° gennaio 2024, la Francia introdurrà anche un punteggio ambientale per ottenere incentivi legati all’acquisto di veicoli eco-sostenibili.

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