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Stellantis, quale futuro per l’Italia? Niente più dubbi

Stellantis è sempre meno presente in territorio italiano e un dato poco sottolineato certifica lo scarso appeal del Belpaese.

La prima Gigafactory Stellantis d’Europa è stata inaugurata solo pochi mesi fa, nel nord della Francia, in sinergia con Mercedes e Total. Quindi, il gruppo ne realizzerà una nel 2025, sempre con la Casa di Stoccarda, a Kaiserslautern, in Germania. Infine, verrà il turno di un mega complesso in Nord America, l’ennesimo dopo quelli già avviati in Canada e nello Stato dell’Indiana (USA). E dov’è l’Italia? Che si tratti di una semplice dimenticanza? Purtroppo no. Mentre Stellantis ha a cuore le sorti del Pianeta e lo dimostra con azioni concrete, sembra meno interessata a mantenere le sorti della nostra penisola.

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Stellantis: Italia ai confini

Stellantis Carlos Tavares

Per costruirsi il futuro guarda oltre, a territori più congeniali con la strategia di elettrificazione della gamma. Che, lo ricordiamo, la porterà a commercializzare solo full electric nel Vecchio Continente e la metà negli Stati Uniti entro la fine del decennio.

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Il piano, denominato Dare Forward 2030, nasce allo scopo di affrontare le sfide dell’epoca attuale. Anziché agire di rimessa, il conglomerato diretto da Carlos Tavares preferisce partire subito all’attacco. Le rivali cinesi danno, infatti, parecchio fastidio, data la loro capacità di tenere molto bassi i prezzi di listino dei propri modelli. Secondo uno studio di settore, le realtà del Paese asiatico sostengono il 37 per cento in meno delle spese di produzione rispetto alla Germania. Un dato che non può essere ignorato, giustificando le enormi differenze di listino tra i marchi occidentali e governati da Pechino.

Sebbene sia più semplice gettare fango addosso a Stellantis, in realtà – sostengono gli analisti – la mancanza di una Gigafactory a stretto giro ha radici ben più profonde. I grandi gruppi fanno investimenti lì dove trovano delle condizioni migliori.

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La stampa transalpina sottolinea come nella scelta di aprire una Giga prima in Francia sia frutto delle forti insistenze di Macron. L’attuale presidente della Repubblica avrebbe dimostrato un’invidiabile forza di volontà, con 2,8 miliardi di fondi pubblici, su un totale di 7 richiesti dal progetto. Nel mentre, il Governo Draghi cincischiava e ciò ha avuto un effetto determinante sulle manovre di Stellantis.

Che prevede di realizzare in Francia un complesso di 24 GWh tra il 2028 e il 2030 per 800 mila propulsori elettrici e di creare tra i 1.400 e i 2 mila posti lavoro entro la fine del decennio. A Termoli, invece, ottenuto il via libera dall’Ue sugli aiuti di Stato, toccherà superare il problema del numero degli addetti in seguito alla riconversione. Ed è l’unica Giga prevista in territorio italiano, visto che i piani di Silk-Faw in Emilia-Romagna e Italvolt a Torino appaiono in alto mare.

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