Lo scorso mese di marzo Stellantis ha prodotto 20.000 veicoli in meno rispetto a quanto preventivato. Nello specifico si tratta di modelli ibridi. Il motivo non è legato alla mancanza di richiesta, bensì a ritardi nella consegna dei componenti necessari per la produzione di questi modelli. A dichiararlo è Jean-Philippe Imparato, responsabile Stellantis per l’Europa allargata, che ha evidenziato la mancanza di motori ibridi e pneumatici specifici.
Stellantis: 20.000 veicoli ibridi in meno a causa di ritardi nelle forniture

La causa principale sono le modifiche sulle norme riguardanti gli obiettivi di emissioni di carbonio: “Questo rende più difficile l’approvvigionamento, dato che l’azienda acquista in genere i componenti con tre mesi di anticipo”.
“I veicoli elettrici non funzionavano, così abbiamo virato sui modelli ibridi”, ha spiegato Imparato. “Il problema è che in soli due mesi fornitori piccoli, medi e grandi non sanno come adattarsi”. Se Stellantis non dovesse riuscire a vendere abbastanza veicoli elettrici, il gruppo automobilistico rischia multe di circa 1,7 miliardi all’anno: “Due anni così ucciderebbero l’azienda”, ha aggiunto Imparato.
L’ex CEO di Alfa Romeo ha anche commentato la proroga di tre anni della Commissione Europea riguardante le emissioni auto: “La possibilità di fare una media tra il 2025, il 2026 e il 2027 è stata presentata come un regalo, ma se non riusciamo a vendere veicoli elettrici nel 2025, dovremmo compensare nel 2026. Ma se al momento c’è poco mercato per i veicoli elettrici, è tutto inutile”.
Insomma, con i costruttori cinesi sempre più in espansione in Europa e i dazi del 25% degli Stati Uniti per le auto prodotte al di fuori del paese a Stelle e Strisce, i costruttori europei devono combattere anche contro la stessa Europa, che continua a mettere difficoltà “minacciando” multe salatissime se dovessero sforare i limiti sulle emissioni.