La crisi di Magneti Marelli, culminata con la chiusura dello stabilimento di Crevalcore (Bologna), ha fatto scattare l’allarme. I proprietari americani di KKR hanno ufficialmente attribuito a Stellantis la riduzione delle commesse in Italia. Nonostante detengano ancora il 49% delle entrate, i fornitori hanno espresso critiche forti. Oggi i problemi, come riportato dal Corriere della Sera, coinvolgono un altro stabilimento dell’azienda, quello di Venaria, in Piemonte, specializzato nei sistemi di scarico, che verranno delocalizzati in Polonia e a Caivano. Ma i problemi non si fermano qui.
Purtroppo, anche i dipendenti di Lear, fornitori di Maserati, affronteranno una situazione difficile poiché il 20 ottobre scadranno gli ammortizzatori sociali, e 260 delle 416 persone risulteranno in esubero. Quindi, sembra che i licenziamenti siano una prospettiva concreta come mai prima d’ora. La tensione regna anche nel settore della componentistica per trattori e camion, dove i sindacati sono riusciti ad ottenere solo un giorno di lavoro a settimana.
Stellantis: Magneti Marelli e la crisi dell’indotto italiano
Il quotidiano di via Solferino definisce questa situazione come un “autunno caldo”, e non per ragioni meteorologiche. Dopo tre anni di crescita industriale, trainata soprattutto dall’industria automobilistica, Torino sta soffrendo ora. La chiusura della produzione a Mirafiori con il modello 500e ha attirato l’attenzione, ma l’indotto è in una situazione ancor più critica. Toni Inserra della Fiom Torino sottolinea che questa è una situazione a catena, con la costante apertura di tavoli di crisi quasi ogni giorno.
Stellantis aveva annunciato un investimento di 700 milioni di euro nella produzione della 500 elettrica, con l’obiettivo di raggiungere le 100.000 vetture nel 2023 e 130.000 l’anno successivo. Tuttavia, sono emerse difficoltà tali che il Corriere della Sera non esclude nemmeno un ricorso ulteriore alla cassa integrazione entro la fine dell’anno. Gianni Mannori, responsabile Fiom per Mirafiori, considera ormai molto probabile che gli obiettivi iniziali non saranno raggiunti, e questo genera una profonda preoccupazione a nome del sindacato.
La crisi della mobilità elettrica in Italia è uno dei principali fattori che influenzano questa crisi produttiva. Nonostante il governo avesse promesso una soluzione in collaborazione con Stellantis per far fronte all’emergenza, finora non è emersa alcuna soluzione. Nel frattempo, i lavoratori continuano a perdere i propri posti di lavoro, e la situazione drammatica di Magneti Marelli è la più evidente, tanto che il leader di Azione, Carlo Calenda, ha fatto dichiarazioni dure rivolte a John Elkann.