Sul gruppo Stellantis circolano opinioni contrastanti. La fusione avvenuta nel 2021 tra Fiat Chrysler Automobiles (FCA) e Peugeot Groupe (PSA) ha suscitato sia elogi che critiche. Dopo i continui attacchi degli scorsi giorni, ora prende la parola John Elkann. Il presidente della holding italo-transalpina, ospite a Ginevra questo sabato, ha risposto in modo deciso alle affermazioni dei critici. In particolare, ha colto l’occasione per rispondere a tono alle domande dei giornalisti.
Stellantis volta le spalle agli stabilimenti italiani? John Elkann risponde alle insinuazioni
Il numero uno del conglomerato ha, in particolare, replicato alla tesi dei critici, secondo cui Stellantis avrebbe messo l’Italia in un angolo. Al contrario, il rampollo della famiglia Agnelli-Elkann ha sottolineato la grande volontà e l’impegno della compagnia nel portare avanti gli accordi precedentemente stabiliti. Nonostante sia nata da meno di tre anni, Stellantis – ha commentato – possiede radici profonde che risalgono al 19esimo secolo.
Si tratta di un pioniere dell’industria automobilistica con obiettivi ambiziosi per il futuro, come la creazione di una mobilità inclusiva e sostenibile. Secondo la sua visione, ci sono stati impegni molto concreti, già avviati a Torino e negli altri stabilimenti. Di recente è stata annunciata la produzione di cinque modelli elettrici e di una Jeep ibrida a Melfi. Il primo ad essere lanciato sarà il modello DS 4, completamente elettrico, su cui il marchio d’oltralpe ripone grandi aspettative. Nel frattempo, a Mirafiori (Torino) sono state avviate iniziative ecosostenibili come l’economia circolare e il battery hub.
Alle parole di John Elkann ha risposto con toni ancora una volta duri Carlo Calenda. Il leader di Azione sostiene che i fatti contraddicono le parole. Ad esempio, quando Stellantis ha venduto Marelli agli americani di KKR e dava garanzie sui posti di lavoro, o sul futuro di FCA, nel momento in cui ha usato la garanzia pubblica per liberare risorse e pagare un dividendo all’estero, permettendo così la vendita di FCA.
Per il politico, Stellantis ha dimenticato l’Italia, con una produzione scesa del 30 per cento dall’epoca di Marchionne. Ecco perché auspica che Elkann abbia il coraggio di presentarsi in Parlamento, magari con dati concreti anziché chiacchiere. Già negli scorsi giorni, Calenda aveva lanciato duri attacchi all’indirizzo del gruppo industriale, così come Marelli, che le ha attribuito la colpa della chiusura del centro di Crevalcore, con la conseguente perdita di centinaia di posti di lavoro.