Stellantis continua ad ampliare la propria rete di gigafactory, con la costruzione di un secondo impianto negli Stati Uniti. A Kokomo, in Indiana, verrà edificata una nuova struttura nell’ambito della joint venture (JV) StarPlus Energy, costituita in collaborazione con Samsung. Le istituzioni locali hanno accolto con favore la notizia, sottolineando come l’economia della regione sia in una fase di crescita. Eric Holcomb, governatore dell’Indiana, ha parlato di un raddoppio degli investimenti di capitale, un aumento dell’occupazione e di un impatto positivo per i decenni a venire.
Stellantis: il lavoro in Italia è sempre meno
La decisione permetterà ai residenti di diventare protagonisti nell’innovazione e nello sviluppo del futuro della mobilità. In totale, la JV investirà oltre 3,2 miliardi di dollari, equivalenti a circa 2,8 miliardi di euro al cambio attuale. Secondo quanto dichiarato dalle parti coinvolte, ci saranno 1.400 nuovi posti di lavoro a Kokomo e nelle zone circostanti. La produzione inizierà in meno di quattro anni, all’inizio del 2027, con una capacità annua di 34 GWh. Si tratterà della seconda fabbrica nella zona. La costruzione della prima è già in corso e dovrebbe essere completata entro il primo trimestre del 2025, con una capacità produttiva annua di 33 GWh. Sommando le operazioni, Stellantis investirà complessivamente 6,3 miliardi di dollari (5,5 miliardi di euro) e creerà 2.800 nuovi posti di lavoro.
Per quanto riguarda le Gigafactory in Europa, Stellantis ha inaugurato lo scorso maggio il primo complesso a Douvrin, nel Nord Est della Francia, realizzato da ACC, la JV paritetica costituita insieme a Mercedes-Benz e TotalEnergies. Successivamente, sarà il turno di Kaiserlautern, in Germania, e solo in seguito dell’Italia, con Termoli, dove il governo aveva già contribuito con un finanziamento di 600 milioni di euro, che sarà verosimilmente raddoppiato grazie a una collaborazione tra lo Stato e Stellantis.
Negli ultimi mesi, il governo italiano, guidato da Giorgia Meloni, ha espresso preoccupazioni nei confronti del colosso automobilistico. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, si è dimostrato particolarmente critico, manifestando preoccupazioni riguardo a possibili disinvestimenti. Tuttavia, John Elkann, il presidente di Exor, ha risposto in modo deciso.
Elkann ha garantito che l’Italia rimane al centro degli interessi dell’azienda, anche se le preoccupazioni dei critici persistono, specialmente alla luce della crisi che ha colpito l’indotto, a partire da Magneti Marelli, che ha accusato il gruppo di aver cambiato strategia produttiva, spostando la produzione all’estero. E con la doppia operazione siglata oltreoceano le nubi appaiono sempre più fitte.