Stellantis sotto accusa. Da tempo, il gruppo nato nel 2021 dalla fusione tra Fiat Chrysler Automobiles (FCA) e PSA Groupe è oggetto di critiche, e la situazione della manodopera in Italia è motivo di crescente preoccupazione. Le critiche nei confronti dell’azienda sono frequenti, e anche la stampa nazionale non risparmia critiche severe. Recentemente, il Corriere della Sera ha confrontato la produzione in Italia con quella in Francia, rivelando una situazione preoccupante dal punto di vista italiano, con il gruppo che sembra preferire nettamente il suolo francese.
Stellantis: la spartizione dei nuovi modelli tra Italia e Francia
Fino al 2022, la situazione sembrava più o meno equilibrata, con entrambi i paesi che avevano risentito della crisi di approvvigionamento. Tuttavia, ora la situazione è cambiata notevolmente. Tra il 2024 e il 2026, in Italia saranno prodotti solo 13 veicoli, mentre in Francia ne saranno prodotti 24. La competitività francese nella gestione e nell’adattamento dell’intera filiera sembra essere un elemento chiave in questa disparità.
Inoltre, il divario potrebbe aumentare ulteriormente l’anno prossimo, con la Francia che potrebbe produrre addirittura 11 modelli in più rispetto all’Italia, secondo quanto riportato dal quotidiano. Questo divario riguarda anche la produzione di componenti. A Mirafiori, dove vengono assemblate parti di veicoli ibridi ed elettrici, la Francia risponde con ben cinque complessi industriali. Guardando al futuro, l’Italia ha solo 3 opzioni su 6, mentre la Francia ha già attuato un processo di riconversione degli impianti molto più avanzato.
I dati mostrano una disparità anche in termini di attività di ricerca. Difatti, l’Italia ha depositato solo 166 brevetti nelle Camere di Commercio, mentre la Francia ne ha depositati 1.239.
La situazione avrà inevitabilmente un impatto sull’indotto, come dimostra la recente chiusura del centro di Crevalcore da parte di Marelli, a causa delle enormi perdite in bilancio, con la responsabilità scaricata su Stellantis. Anche Carlo Calenda ha espresso preoccupazione, puntando il dito contro John Elkann. I timori espressi in passato da Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy, trovano, insomma, conferma. E scommettiamo che il primo a volersi sbagliare era Urso stesso, dato il ruolo fondamentale ricoperto dal settore automotive nella nostra penisola.
In conclusione, la situazione di Stellantis sembra essere molto critica in Italia, e il confronto effettuato dal Corriere della Sera sembra confermare le preoccupazioni riguardo alla preferenza data alla Francia. Con un divario di 11 modelli, sembra che la partita sia già persa.
Stellantis è un gigante automobilistico globale nato dalla fusione tra due dei più grandi gruppi di settore al mondo, la FCA e il PSA Groupe. Il “matrimonio”, risalente al gennaio 2021, ha creato un colosso con un portafoglio di marchi molto ampio e diversificato. Tra di loro figurano Fiat, Chrysler, Jeep, Peugeot, Citroën, Opel, e tanti altri.
La fusione è stata guidata dalla volontà di affrontare le sfide dell’industria in continua evoluzione. Attraverso la condivisione di risorse e l’accelerazione dell’innovazione, le parti promuovono l’elettrificazione, la connettività e la guida autonoma. L’impegno è di rimanere al passo con i cambiamenti nell’industria, mantenendo al contempo la sua tradizionale produzione di veicoli di alta qualità e sostenibili. La mission è di plasmare il futuro e offrire una vasta gamma di opzioni di trasporto per soddisfare le esigenze dei consumatori di tutto il mondo.