Carlos Tavares Carlos Tavares

Stellantis, fuga dall’Italia: emerge il vero motivo

Stellantis fugge dall’Italia, ma per quale motivo? Un report permette di comprendere la ragione dietro alle manovre del gruppo

La strategia di Stellantis di prediligere i Paesi a basso costo di manodopera è sotto gli occhi di tutti. Un report di S&P Global citato da Milano Finanza prevede un calo del 12% della produzione italiana nel 2024, mentre la Francia vedrà un aumento del 2% sempre entro la fine dell’anno. La tensione venutasi a creare attorno al gruppo automotive, frutto della fusione tra Fiat Chrysler Automobiles (FCA) e PSA Groupe, si può tagliare con un coltello. E alla luce delle ultime evidenze è difficile contraddire la parte avversa, convinta che vi fosse da tempo la volontà di abbandonare il Belpaese. Solo nelle ultime settimane, però, gli stessi alti esponenti della compagnia hanno ventilato l’ipotesi.

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Stellantis: il vero motivo della fuga dall’Italia

Stellantis

Nella fattispecie, l’amministratore delegato Carlos Tavares ha ventilato un disinvestimento dagli impianti della nostra penisola, nel caso in cui il governo si rifiutasse di accordare gli ecoincentivi. A fronte di un miliardo di euro nel nuovo pacchetto, Giorgia Meloni e la sua squadra di lavoro non lo ritiene, tuttavia, il caso. Mentre si consuma lo strappo tra le parti chiamate in causa, resta da capire quali saranno le prossime mosse del colosso della mobilità. Di recente sono circolate pure le voci circa una fusione in atto con Renault. Uno scenario escluso in modo categorico da John Elkann, presidente del conglomerato, in quanto a capo dell’azionista di maggioranza Exor.

Lo studio pubblicato riferisce che l’Italia crolla in ottava posizione in Europa nella fabbricazione di vetture, reduce da un calo sotto le 500.000 unità nel 2022. Nel frattempo, l’attività della società prosegue altrove, in quei territori caratterizzati da un costo della manodopera inferiore. Le Fiat del domani nasceranno in Marocco e Polonia, mentre la Polonia, fin qui vanto di Pomigliano d’Arco, sorgerà in Serbia nella versione elettrica. La Fiat 500 ibrida vedrà la luce in Algeria.

Nel 2023 Marocco e Turchia hanno costruito quasi 400.000 veicoli, 100.000 in più rispetto al 2020. Il proposito dell’azienda è di superare la tiratura italiana e francese entro il 2025, forte di una crescita del 38% degli impianti nell’Europa dell’Est. Onde evitare il completo depauperamento, Roma e Parigi avrebbero motivo di allearsi. Ma Stellantis si è blindata in Olanda, così da scongiurare qualsiasi scalata ostile e intromissione governativa.

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Se la Francia ha voce in capitolo sulle mosse societarie, in virtù delle azioni di Peugeot possedute, lo Stivale è costretto a recitare un ruolo da semplice spettatore. Sull’ipotetico ingresso, Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy, ha invitato il colosso dei motori a vuotare il sacco, a dire apertamente ciò che desidera. Allora valuterebbero i pro e i contro dell’operazione, premesso che il valore di acquisto delle azioni avverrebbe esclusivamente alle condizioni di mercato. Il tempo dei regali è finito.

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