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Stellantis, beffa a Cassino: chiude la produzione, arriva il termovalorizzatore

Si consuma l’ennesimo dramma in Stellantis: lo stabilimento di Cassino potrebbe essere parzialmente convertito in un termovalorizzatore.

Indietro non si torna. Tuttavia, alcuni epiloghi, reali o presunti, lasciano un amaro in bocca particolarmente forte. Oggi lo stabilimento Stellantis di Cassino è in allarme a causa delle ultime mosse del gruppo italo-franco-americano. Molti osservatori, inclusi eminenti figure politiche come Antonio Calenda, che ha attaccato John Elkann durante la chiusura del centro Magneti Marelli di Crevalcore, in provincia di Bologna, lo definiscono molto “franco” e poco “italo”. Ma i problemi vanno ben oltre, coinvolgendo non solo gli effetti sull’indotto ma anche gli stessi impianti dell’azienda.

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Stellantis Cassino: dalle auto ai… rifiuti?

Stellantis Melfi

Ad esempio, nonostante gli importanti annunci riguardo alle novità nel settore elettrico, il sito di Melfi subirà una significativa riduzione, con il rischio di avere un impatto sull’intera economia della zona, tanto da spingere alcune aziende a iniziare a pianificare il licenziamento di dipendenti.

Anche il complesso di Cassino, un pilastro nella produzione Fiat fin dall’apertura il 15 ottobre 1972, sta attraversando settimane di tensione. La fabbrica ha giocato un ruolo cruciale nello sviluppo economico della zona, ma ora c’è il concreto rischio di vederla chiudere. Attualmente, è in corso un processo di riconversione della struttura che potrebbe portare a un significativo ridimensionamento. Questo mette a rischio numerosi posti di lavoro e il pensiero di ciò fa ancora più male quando si pensa a quali possano essere i possibili sviluppi.

C’è persino l’ipotesi di trasformare il sito Stellantis in un termovalorizzatore, un’idea che è stata ventilata nei giorni scorsi ed è apparsa molto realistica. Nadia Belli, membro del consiglio comunale di Pontecorvo, esprime preoccupazione per gli sviluppi recenti nella regione Lazio. Si è letto sui giornali dell’eventuale vendita di un edificio d’uffici, ma non si tratta di un semplice affare immobiliare, è una parte della storia dell’area, ha dichiarato Belli, ex vicesindaco e ora parte dell’opposizione.

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Secondo lei, ciò va ben oltre un affare immobiliare; c’è un motivo di preoccupazione tra i lavoratori e i sindacati. Le notizie sulla dismissione di altri capannoni interni e i negoziati per la creazione di un termovalorizzatore hanno aggravato le tensioni. Il Politecnico di Torino avrebbe mostrato un interesse particolare per l’area Stellantis, in particolare per un capannone dell’ex Itaca, reso disponibile a causa dell’innovazione tecnologica. Belli invita quindi l’intera comunità a combattere. Una zona così significativa non dovrebbe avere una fine così poco onorevole, trasformandosi in un impianto di smaltimento dei rifiuti, ha aggiunto. Pertanto, invita i sindaci a contattare il sindaco di Cassino, Enzo Salare, per organizzare un incontro con Stellantis e la Provincia per fare il punto sulla situazione.

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