Per contrastare l’inflazione e aiutare i lavoratori a far fronte alle difficoltà economiche, Stellantis propone un piano azionario agevolato per i dipendenti in Italia e Francia. Il gruppo offrirà uno sconto del 20 per cento sul valore delle azioni e contribuirà con un importo equivalente all’investimento dell’acquirente, fino a un massimo di mille euro. La notizia, anticipata da Reuters e riferita al Paese transalpino (dove ne beneficeranno 42 mila prestatori dipendenti), è stata confermata anche in Italia.
Stellantis tende la mano ai dipendenti italiani e francesi: l’iniziativa
I sindacati di entrambi i Paesi hanno risposto positivamente all’annuncio, anche se hanno messo in guardia i propri associati. Infatti, trattandosi di capitale a rischio, è necessario procedere con cautela e non investire somme che non ci si può permettere di perdere. Inoltre, il piano, disponibile dal 13 al 30 novembre, prevede un blocco delle azioni per tre anni. Ciò che significa che non si potrà incassare il relativo valore fino al 2026. Tuttavia, le sigle sindacali apprezzano l’idea di Stellantis poiché permette ai lavoratori di sentirsi parte integrante del progetto promosso da John Elkann e la sua squadra dirigenziale. Non è chiaro se l’iniziativa sia recente o se fosse in cantiere da tempo.
In ogni caso, questo annuncio contribuirà a placare le acque dopo gli sviluppi recenti. Mentre lo stabilimento di Mirafiori continua a subire difficoltà, con una temporanea interruzione della produzione della Fiat 500e, l’impianto di Melfi ha appena annunciato la produzione di cinque nuovi modelli. Il primo di questi sarà la DS4, un veicolo elettrico su cui il marchio premium sta puntando molto. Fino a qui, tutto bene, giusto? Purtroppo no.
Secondo alcune indiscrezioni riportate da AlessioPorcu.it, la società sta attualmente conducendo tre trattative avanzate per la cessione di una parte dello stabilimento. Questo perché con il passaggio verso la mobilità elettrica c’è meno bisogno di spazio e di forza lavoro. Nel frattempo, subisce conseguenze anche l’indotto, soprattutto Magneti Marelli, che dopo essere stata acquisita da KKR, ha accusato notevolmente gli effetti delle strategie del conglomerato.
La chiusura dello stabilimento di Crevalcore, in provincia di Bologna, ha scatenato una serie di sfortunati eventi, imputati dai proprietari ai cambiamenti nelle strategie di commissione da parte di Stellantis. La vicenda ha visto anche l’intervento di Carlo Calenda, leader di Azione, che si è schierato contro Elkann, sostenendo che le rassicurazioni sulle importanti prospettive date dal presidente di Exor siano soltanto parole vuote.