Unione Europea stupefatta e allibita: mostruose navi cargo con le auto cinesi in azione per invadere il Vecchio Continente e il resto del mondo. Poco fanno i dazi di Bruxelles anti elettriche Made in China e tutte le tavole rotonde per parlare di varie strategie, perché il Dragone intanto si attiva anche grazie all’efficienza degli alti funzionari iper selezionati e super competenti del Partito. Il cui organo Global Times racconta che proprio oggi, giovedì 27 febbraio 2025, una “creatura” gigantesca con una capacità addirittura di 8.600 vetture è stato consegnato a Guangzhou, nella provincia del Guangdong, nella Cina meridionale. Trattasi dell’evoluzione della versione precedente: come per magia, ci stanno 1.600 unità in più senza alterarne le dimensioni.
Il Celeste Impero assatanato che solca gli oceani
Costruita da Guangzhou Shipyard International Ltd, la nave misura 200 metri di lunghezza e 38 metri di larghezza, con 14 ponti. Di cui cinque regolabili per ospitare una varietà di merci, come macchinari edili e attrezzature specializzate. Il produttore del cargo ha ricevuto 40 ordini per trasportatori di auto fino a oggi, con 13 già consegnati: business automotive più tutto quello che ruota attorno. È così che si creano lavoro e prosperità: non bastano i nomi delle Commissioni, servono i fatti. Si corre: l’oggettino è stato realizzato con otto mesi di anticipo rispetto al previsto, all’insegna dell’efficienza riconosciuta a livello internazionale. Nel frattempo, l’UE si barcamena fra disoccupazione e incertezza automotive.
Il Regno di Mezzo esporta a tutta manetta
Pechino esporta auto premendo sull’acceleratore. Uno: le PHEV termiche ibride a benzina, che non subiscono i dazi UE. Due: le BEV (elettriche) tassate. In questo secondo caso, margini di profitto inferiori, ma uno tsunami del genere lo puoi rallentare con le barriere, non fermarlo. Anzi, la tassa è dannosa, perché l’onda che abbatterà il muretto nel Vecchio Continente sarà ancora più carica di energia e potenza. Nel 2024, la Cina è stato il più grande esportatore di mezzi al mondo. Si punta sulle NEV (a nuova energia) sia in Cina sia fuori, includendo le termiche ibride REEV (elettrico più piccolo motore d’ausilio anti ansia da autonomia).
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Tecnica ro-ro
Molto spesso, i cargo sono ro-ro: Roll-on/roll-off, a caricazione orizzontale o rotabile. Progettate per il trasporto con modalità d’imbarco e sbarco di auto, per mezzo di veicoli dotati di ruote in modo autonomo e senza l’aiuto di mezzi meccanici esterni. Nulla a che vedere coi mercantili dove i prodotti vengono caricati verticalmente tramite gru.
Da Shanghai con furore
Nel 2024, il porto di Shanghai ha gestito un flusso di ro-ro di 3,63 milioni di auto, con un aumento del 15% sul 2023: ora, è il principale hub di trasporto automobilistico al mondo (fonte CCTV News che cita i dati dell’Amministrazione generale delle dogane). Sono le 15 rotte ro-ro automobilistiche internazionali, collegando 289 porti in 131 Paesi. Va forte anche la regione Pechino-Hebei: a Tianjin, c’è il più grande hub di importazione ed esportazione della Cina settentrionale.
Quali Case auto all’attacco
Il gigante BYD protagonista assoluto: giustamente, la componentistica italiana spera di lavorare col Gruppo orientale (che fa anche batterie), proiettandosi nel futuro. XPeng Motors ha segnato un traguardo significativo nella sua espansione internazionale sabato: è avvenuta la spedizione del suo primo lotto di 300 veicoli X9 con guida a destra dal porto di Nansha di Guangzhou alla Thailandia. IM Motors di SAIC ha spedito i suoi modelli IM6, su misura per i mercati esteri, dal porto di Shanghai.