Il ministro Urso ribadisce la richiesta a Stellantis di incrementare la produzione nella nostra penisola, dopo aver rimosso l’ostacolo del regolamento Euro 7 e aver varato un piano incentivi. La situazione economica e politica favorevole giustificherebbe un rafforzamento dei progetti in serbo. L’esecutivo mira a un ritorno al milione di auto realizzate in Italia, confermato da Tavares, ma non ancora raggiunto. Anzi, gli ultimi anni hanno visto il conglomerato sempre più votato ad altri territori. Addirittura, l’amministratore delegato aveva preannunciato un disimpegno dal Belpaese qualora il governo avesse evitato di stanziare generosi sussidi per l’acquisto delle vetture a basse e zero emissioni.
Stellantis: niente ingresso dello Stato, ma ci sono delle aspettative

A suo avviso, il flop della 500e sarebbe da imputarsi alla scarsa collaborazione delle istituzioni. Una tesi bocciata fermamente da Urso, convinto che dietro vi sia soltanto l’incapacità del conglomerato. Mentre imperversano le polemiche, si assiste a un progressivo smantellamento delle produzioni nel Belpaese, con modelli di successo quali la Panda commissionati all’estero. La decisione di delocalizzare la best-seller a Kragujevac, in Serbia, ha fatto storcere il naso ai più. La generazione attuale, ribattezzata Pandina, ha i giorni contati: fino al 2026 uscirà dalle catene di montaggio, dopodiché tanti saluti.
L’onorevole Urso ha preso parola pure sul ventilato ingresso dello Stato nel capitale azionario di Stellantis, in modo da eguagliare il peso specifico della Francia, fin qui la prediletta dall’azienda. Oggi, alle condizioni vigenti, l’ipotesi è fuori dall’agenda. Tuttavia, il ministro delle Imprese e del Made in Italy non esclude a priori un futuro dibattito, laddove Stellantis dichiarasse di avere assoluto bisogno di una partecipazione pubblicata italiana. Il “rischio” – aggiungiamo noi – pare lontano, giacché il numero uno di Exor, John Elkann, ha respinto fin da subito l’idea. Un conto è se versassero in condizioni problematiche, ma i profitti maturati segnalano il contrario.

I sindacati chiedono, intanto, un piano Italia per Stellantis. Al tavolo plaudono al tesoretto stanziato dal Governo, pari a quasi un miliardo di euro (950 milioni di euro), e lanciano un messaggio a Tavares, nella speranza di trovare ascolto. A loro avviso serve una missione che affianchi la 500e a Mirafiori, una vettura popolare destinata a fare volumi. Nelle scorse ore è trapelata l’idea di commissionare le future Leapmotor, azienda di cui Stellantis è entrata a far parte nel 2023. La tiratura dei modelli cinesi sarebbe di 150.000 unità a partire dal 2026. Il clima è teso anche in riferimento a Cassino e Melfi, provocato dalle aspettative finestre dell’indotto. La partita è ancora aperta. Il governo ha fatto la sua mossa, la palla passa al gruppo automotive. Dalle decisioni di Tavares dipenderà il destino di migliaia di lavoratori italiani.