Fuoco e fiamme nell’Unione europea, che apre all’auto con motore termico: possibile un sì alle vetture PHEV ibride plug-in con grande motore a benzina (vedi foto), e alle EREV (con piccolo propulsore a combustione). Abbiamo un tutti contro tutti. I consumatori sono spaccati, come si evince pure nei social e nei forum online. I fan dell’elettrico vogliono il bando termico 2035 assoluto, totale, indiscutibile, inappellabile. Solo full electric. Altri sono favorevoli al grande ritorno con straordinaria rivincita del motore a benzina. Idem a livello politico: abbiamo Popolari di Ursula von der Leyen (presidente Commissione Ue) contro Socialisti (S&D) Mohammed Chahim (membro della Commissione Ambiente). I secondi proprio oggi chiedono di proseguire il percorso del Green Deal iniziato nel 2019 con la spinta all’auto elettrica.
No all’auto termica
Gli automobilisti pro elettrico vogliono il ban termico senza discussioni. Non desiderano deregolamentazione e limitazione del verde in nome della competitività. L’industria è in crisi, con l’automotive che preoccupa, ma occorre tirare dritto. Per chi resta indietro, e per i disoccupati presenti e futuri, pazienza. Sì al Green Deal duro e puro. No alla marcia indietro.
Auto elettrica sempre
La bussola per la competitività Ue non può smantellare quanto fatto negli ultimi anni col Green Deal, dicono gli estremisti dell’auto elettrica. In attesa magari che arrivi la full electric per tutti, con le colonnine ben distribuite in Europa, e il costo dell’energia basso. Mai indebolire le ambizioni climatiche, mai. Vedremo come si svilupperà il dibattito.

È il caos: occhio alla paralisi del mercato
In parallelo, i produttori di auto rischiano di incorrere in potenziali multe fino a 16 miliardi di euro nel 2026 perché vendono vetture troppo inquinanti nel 2025. Problema che dovrebbe essere risolto – non si sa come – con il Dialogo strategico sul futuro dell’industria automobilistica: “Una revisione delle normative sulla CO2 nel 2025 consentirà una discussione più ampia sugli adeguamenti strutturali e una strategia più coesa per garantire una transizione verde e competitiva”. Mentre il dibattito fra gli stessi automobilisti e all’interno delle istituzioni si infiamma, il rischio è che – innanzi a questa incertezza – i consumatori frenino ancor più: zero acquisti di auto nuove. Con ricadute su occupazione, ambiente, sicurezza stradale: la tempesta perfetta in Europa.