mirafiori mirafiori

Dramma cassa integrazione Mirafiori, sindacati attaccano Stellantis: “Imbarazzante”

Si fermeranno fino ad agosto 2025 i 1.005 lavoratori di Mirafiori impiegati sulla linea della Fiat 500 elettrica. 

La maledizione della Fiat 500 elettrica, che nessuno compra, diventa un dramma per lo storico stabilimento di Mirafiori: si fermeranno fino ad agosto 2025 i 1.005 lavoratori impiegati sulla linea del Cinquino a batteria. Lo rende noto la Fiom-Cgil dopo un incontro tra la direzione di Stellantis e i delegati sindacali. Insomma, ancora ammortizzatori sociali. Di nuovo soldi dello Stato: quattrini dei contribuenti.

Advertisement

Le date di un infernale 2025

Dal 7 gennaio al 14 febbraio 2024, si fermeranno i 254 lavoratori del Preassembly & Logistic Unit (ex mascherine). Dal 7 gennaio al 2 agosto 2025 stop per: Carrozzeria linea 500 Bev in cui saranno interessati 1.005 lavoratori; e Carrozzeria linea Maserati che vede coinvolti 794 lavoratori. Fino al 2 agosto, alt a 334 lavoratori Stellantis Europe di San Benigno, 300 per Presse e 96 per Costruzione Stampi.

La cassa diviene maggiorenne

Advertisement

Edi Lazzi (segretario generale della Fiom-Cgil di Torino): “Ed ecco che l’utilizzo degli ammortizzatori sociali diventa maggiorenne compiendo 18 anni. Ormai è imbarazzante che un colosso come Stellantis, che tra l’altro ha distribuito dividendi stratosferici per i suoi azionisti negli ultimi anni, si sia ridotta in questo modo. Ieri, all’incontro con i sindacati nazionali è solo cambiato l’interlocutore, ma la sostanza è rimasta invariata in quanto non c’è un piano industriale per Mirafiori e il suo rilancio. Ecco purché le ragioni degli scioperi fatti negli scorsi mesi sono tutte confermate, anzi penso serva un’ulteriore iniziativa di mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori visto l’immobilismo di Stellantis”.

mirafiori
DCIM\100MEDIA\DJI_0004.JPG

Straziante agonia: amaro post Tavares

Gianni Mannori responsabile Fiom Cgil di Mirafiori: “Siamo all’ennesimo prolungamento di un’agonia che oramai va avanti da troppi anni. Ci aspettavamo che il cambio al vertice portasse un’idea di nuovi modelli per riempire Mirafiori di lavoro, invece si continua a riempire questo storico stabilimento di vuote chiacchiere. Non siamo più disponibili a farci prendere in giro da chi guadagna cifre immorali sulla pelle dei lavoratori e faremo qualsiasi cosa per ottenere il rispetto che ci è dovuto”. Un amaro post Tavares, per adesso. Tutto perfettamente legale: lo Stato dà l’ok in base alle attuali normative.

Cisl all’attacco

“Non ci piacciono le dichiarazioni fin troppo difensive che Stellantis ha reso ai sindacati in queste ore. Bisogna che il gruppo esca da questa trincea di ambiguità e stasi per dire apertamente cosa vuole fare nel nostro Paese”. Lo ha detto il leader della Cisl, Luigi Sbarra. “Decisivo sarà l’incontro al Mimit del 17 dicembre: ci aspettiamo che la multinazionale si presenti con proposte concrete, impegni chiari e un piano industriale per l’Italia degno di questo nome. Dopo l’uscita di scena di Tavares è il momento della responsabilità sociale“. E la stilettata: per Stellantis, prosegue Sbarra, “una totale inversione rispetto alla linea coraggiosa, innovativa e riformista impostata a suo tempo da Marchionne. Prioritario è il rispetto degli impegni su Termoli, con la realizzazione della gigafactory, senza la quale l’elettrificazione della filiera italiana diventa del tutto irraggiungibile”.

X