Dall’illusione alla delusione per gli automobilisti europei e per le Case: la Commissione UE presenterà domani 26 febbraio 2025 il Clean Industrial Deal, che però non conterrà nessuna misura per le auto. Lo dice Andrea Cardinali, direttore generale Unrae costruttori esteri in Italia. “Contrariamente a quanto anticipato a metà gennaio 2025 dal vicepresidente esecutivo Stéphane Séjourné, che aveva assicurato entro 40 giorni soluzioni efficaci con l’obiettivo di stimolare la domanda di auto pulite, fra le altre cose con una strategia legata al rinnovo delle flotte aziendali”.
Tante idee, pochi fatti
Quindi, per adesso, automobilisti europei e Case a bocca asciutta. Ora che si fa per combattere crisi e disoccupazione, con l’effetto Cuba in UE indotto dal Green Deal 2019? Si attende il Piano d’azione che dovrebbe essere presentato dalla Commissione Europea il prossimo 5 marzo, come risultato del Dialogo strategico sul futuro dell’industria automotive europea avviato lo scorso 30 gennaio. “Dovrà fornire misure concrete per rendere il settore maggiormente competitivo e affrontare con efficacia la transizione verso la decarbonizzazione”, dice Cardinali.

Multe alla Case, che accade
C’è la disponibilità della Commissione a introdurre margini di flessibilità sulle sanzioni ai costruttori di 16 miliardi di euro nel 2026 per le vendite del 2025. Magari, si introdurranno incentivi paneuropei per sostenere la transizione ecologica, anziché affidarsi a misure nazionali frammentarie, scoordinate e di portata limitata.
Competitiveness Compass
Il Dialogo strategico per l’automotive fa parte del Competitiveness Compass: strumento per rafforzare in vari settori la competitività dell’UE nei prossimi cinque anni. Questo documento si ispira al Rapporto Draghi sulla Competitività Europea. Dentro, 47 iniziative chiave in tre pilastri: colmare il divario nell’innovazione, conciliare competitività e decarbonizzazione, ridurre le dipendenze dal resto del mondo. Include il Clean Industrial Deal, l’European Innovation Act e il Circular Economy Act.
Cosa aveva detto sulle elettriche
Il 16 gennaio 2025, al Summit Automotive di Stoccarda, Stéphane Séjourné (vicepresidente esecutivo per la Prosperità e la Strategia industriale della Commissione UE, Commissario per l’Industria, l’imprenditoria, le piccole e medie imprese e il mercato unico), aveva detto: “Entro 40 giorni, soluzioni di emergenza” per il comparto, inserite proprio nel provvedimento Clean Industrial Deal. Obiettivi: “Stimolare la domanda europea di auto pulite e promuovere il Made in Europe con una strategia legata alle flotte professionali, un mercato dell’usato da creare, incentivi positivi che possono essere offerti alle aziende che scelgono di cambiare la propria flotta, e accelerare l’elettrificazione, aumentare le infrastrutture di ricarica”.
Cosa aveva detto sulle sanzioni
Sulle multe per i costruttori “serve un approccio pragmatico: non possiamo indebolire un settore che stiamo cercando di salvare. Ma non dobbiamo tornare indietro sulle ambizioni climatiche, che altro non sono che la direzione della storia. Non possiamo limitarci al termico mentre i mercati globali si stanno gradualmente orientando verso l’elettrico. Lo sapete meglio di me: per la prima volta nel 2024, i consumatori cinesi hanno acquistato più auto elettriche che termiche. Il futuro dell’auto è l’auto pulita. E questo futuro deve essere creato in Europa. Sogno un’industria che renda orgogliosi gli europei e che torni a essere una forza esportatrice”. L’automotive “rappresenta 13 milioni di posti di lavoro in tutta Europa” ed “è anche una storia di successo economico: vale il 7% del Pil europeo, un terzo degli investimenti privati in ricerca e sviluppo, e un surplus commerciale di oltre 100 miliardi di euro”. L’industria tedesca è “un pilastro centrale dell’industria automobilistica europea. Conosciamo i problemi del settore. Oggi è compito delle autorità pubbliche europee aiutare le aziende a farvi fronte. Quindi ve lo dico forte e chiaro: non abbandoneremo il settore, tutt’altro”.
Cooperazione
Bisogna creare “capacità di produzione e stoccaggio di materie prime e metalli rari qui in Europa” per tagliare la dipendenza dalla Cina e favorendo la “diversificazione” grazie a “partnership con Cile, Argentina, Australia e alcuni Paesi europei. È inoltre necessario riaprire la produzione europea”. La chiosa.
Quali misure sono state prese
Il 26 febbraio 2025 scadono i 40 giorni. Zero è stato fatto per l’auto. Di quelle parole, nessuna traduzione in fatti.